The Musketeers – Stagione II: recensione

La prima stagione della serie dedicata ai Moschettieri di Alexandre Dumas vedeva nel carisma di Peter Capaldi nei panni del Cardinale Richelieu, il perno che metteva in moto una macchina televisiva ricca di componenti incredibilmente ben concatenati.
Conclusasi con lo smascheramento delle magagne del Cardinale contro la Regina Anna, moglie di Luigi XII, e con la scoperta della gravidanza di lei, la seconda stagione di The Musketeers, gioiellino targato BBC, riparte con grandi aspettative: da una parte trovare un villain all’altezza di Richelieu, dopo l’abbandono di Capaldi a causa del suo impegno come Dottore nell’ottava stagione di Doctor Who, dall’altra mantenere quell’alto standard narrativo, recitativo e tecnico che ha caratterizzato tutta la prima stagione andata in onda nei primi mesi del 2014.

Partendo quindi dalla dipartita del Cardinale, la Corte di Francia ed in particolare il Re stesso, si trova privo di una guida spirituale e politica.
I Moschettieri, inviati per recuperare il Conte De Rochefort, uomo del Cardinale a Madrid, fuggito da una prigione spagnola, apprendono la notizia che l’autore a capo delle strategie militari della Francia contro la Spagna, il Generale De Foix, è stato catturato. I Moschettieri sono costretti ad unirsi a Rochefort per salvare De Foix prima che queste critiche informazioni cadano nelle mani sbagliate. Ma come da buon Original British Drama che sia, la domanda sorge spontanea: è sicuro fidarsi di Rochefort? Il nuovo villain di stagione entra pian piano nelle grazie del Re ponendosi in una posizione di vantaggio a sfavore dei Moschettieri che lentamente iniziano a sospettare della lealtà di Rochefort nei confronti del Re e della Francia.

Marc Warren è Comte de Rochefort

Marc Warren è Comte de Rochefort

Ancora una volta, una sceneggiatura ben studiata, riesce a conferire orizzontalità e verticalità alla narrazione, approfondendo non solo le storie dei protagonisti di sempre, ma creando una nuova trama che si lega con la stagione precedente. La presenza del nuovo personaggio magnetico interpretato da Marc Warren, è la chiave di volta che serve a svelare vecchi e nuovi segreti: la discussa paternità del Delfino, mette in contesa il Moschettiere Aramis, interpretato da Santiago Cabrera, con il Re Luigi, interpretato dall’incredibile Ryan Gage, che in questa seconda stagione, per somma gioia, viene posto in risalto maggiore rispetto alla prima; il ritorno di Milady de Winter, Maimie McCoy, porta scompiglio non solo a Corte ma anche, nuovamente ed in una maniera inaspettata, nel suo rapporto con Athos, Tom Burke; viene data più importanza, finalmente, anche al Moschettiere Porthos, interpretato da Howard Charles, i quali si trova di fronte per la prima volta a suo padre, scoprendo il legame che lega i due al Capitano Treville, Hugo Speer; inoltre, come ovvio che sia, continua la storia romantica tra D’Artagnan, Luke Pasqualino, e Costance Bonacieux, interpretata da Tamla Kari; infine il sentimento ossessivo di Rochefort nei confronti della Regina, Alexandra Dowling, è un altro tassello che si incastra nella trama diluita in dieci episodi andati in onda su BBC One dal 2 Gennaio al 27 Marzo.

Milady de Winter e Luigi XIII

Milady de Winter e Luigi XIII

Le ben eccezionali performance attoriali di tutto il cast, che vedono sul podio, in particolare, le eccellenti prove del sopracitato Ryan Gage e del nuovo arrivato Marc Warren, condiscono una produzione inglese che ha saputo, ancora una volta, regalare al pubblico un prodotto unico senza mai rinunciare a quelle che sono le parole chiave dell’Original British Drama: costume, letteratura, romanticismo, azione e humor, tutti amalgamati in egual misura, soddisfano lo spettatore che, nella singola puntata, si emoziona e al tempo stesso resta col fiato sospeso fino all’episodio successivo.
Una regia dinamica accompagnata da una fotografia versatile che si adatta ad ogni contesto regalano un forte impatto visivo sostenuto da una scenografia accurata e dettagliata.

I Moschettieri e il Capitano Treville

I Moschettieri e il Capitano Treville

La seconda stagione di The Musketeers certo non pecca di difetti: non tutti gli episodi, in effetti, soprattutto i primi, riescono immediatamente ad impattare sulla curiosità dello spettatore, neppure alcuni espedienti narrativi convincono del tutto, eppure nel complesso, nulla si può dire a svantaggio di una serie, relativamente giovane, ma ormai entrata nel cuore di molti. A Jessica Pope e Adrian Hodges, produttori della serie, va il plauso nell’aver riproposto con una giusta dose di novità e tradizione, una stagione di eccelsa qualità televisiva. D’altronde i dubbi in tal senso erano veramente scarsi e la notizia del rinnovo per una terza stagione non ci ha sorpreso più di tanto, anzi è il giusto premio per un buon lavoro svolto.

Giudizio Cinematographe

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 4
Emozione - 3.5

3.8

Voto Finale