Euridice Axen rivela perché ha scelto di interpretare Moana Pozzi: “la vera pornografia è quella dei nostri tempi”

L'attrice di cinema e teatro Euridice Axen (s)veste i panni di una delle più grandi dive della storia italiana, denunciando la "vera" pornografia.

non è un nome conosciuto della TV e del cinema italiano: dai film per il piccolo schermo ad apparizioni in produzioni illustri, l’attrice ha imparato a farsi riconoscere ed amare dal pubblico italiano per la sua capacità di entrare agevolmente anche nei ruoli più complessi e stratificati. La sua abilità non si limita allo schermo: da qualche anno, infatti, ha scelto di intraprendere anche la carriera teatrale. Uno dei ruoli più iconici affidati a questa poliedrica interprete è stato quello controverso della pornodiva Moana Pozzi.

Scomparsa in cirocostanze ancora misteriose all’età di 33 anni, nel 1994, la Pozzi era una vera e propria diva dello spettacolo tra gli anni ’80 e gli anni ’90. Non era solo bella e famosa, ma amata e ascoltata dal grande pubblico grazie ad un animo ribelle, diverso, intellettuale. Ecco perché Euridice ha scelto di portarla al teatro con lo spettacolo Settimo Senso.Moana Pozzi, che arriva al teatro Franco Parenti di Milano dal 13 al 18 dicembre. Le affermazioni della Axen riguardo il suo personaggio mettono in discussione l’idea contemporanea di eros, sesso e porno.

Euridice Axen sulla sua Moana Pozzi portata a teatro

Euridice Axen Moana Pozzi pornografia - cinematographe.it

Dalle parole di Moana, una rifessione attorno all’utilizzo dei termini “pornografia” e “osceno”. “La vera pornografia non è quella di Moana, ma sta nel non rivelare la volgarità – spiega Euridice Axen a Sky-. Se la riveli già non è più volgare. Ci riferiamo alla politica, alle menzogne, ma anche nel privato, l’ipocrisia e il falso buonismo“.

Oggi il mondo è sempre pieno di schifezze, nonostante proviamo a raccontarcela con scemenze tipo “la pandemia ci renderà migliori” – racconta l’attrice -. Abbiamo scelto una pornostar per raccontare la pornografia. E l’abbiamo presa come manifesto contro la vera pornografia, che non era quella che faceva lei“. Parlando di sé e del suo rapporto con il personaggio, l’artista ha affermato: “L’amavo da sempre. Ho visto tempo fa uno speciale su di lei e ho pensato che dovesse essere raccontata. Ma non pensavo di doverlo fare io. Così quando poi mi hanno chiamata e proposto questo ruolo mi è sembrato quasi un segno del destino. Poi ho avuto un rapporto meraviglioso con la regista. E’ quasi inquietante come sia stato facile lavorare insieme, quasi una cosa un po’ mistica. Ci siamo divertite veramente a prendere questo bellissimo testo di Ruggiero Cappuccio e a trasformarlo in qualcosa di teatrale e meno letterario“.