la befana vien di notte cinematographe
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Il Natale ha sempre portato sul grande schermo diverse interpretazioni della figura di Babbo Natale o di altri personaggi natalizi, sia buoni che cattivi. Come non menzionare, per esempio, il grinch interpretato da Jim Carrey, il Babbo Natale interpretato da Kurt Russel nel recente film Netflix Qualcuno salvi il Natale o quello di cui veste i panni Richard Attenborough nel cult Miracolo nella 34ª strada. E la lista di attori più o meno noti che hanno interpretato il “ciccione con la barba” (per dirlo con le parole di Mr. Johnny alias Stefano Fresi) sarebbe ancora lunga, mentre è pressoché inesistente quella delle attrici da ricordare per aver interpretato la simpatica vecchietta che sorvola i cieli sulla sua scopa, quella che ogni anno si cala giù da camini per ricolmare le calze di dolciumi o carbone, portando via tutte le feste natalizie.

Avete capito bene, stiamo parlando della Befana: un personaggio avvolto nell’ignoto, appartenente alla tradizione italiana e mai messo molto in risalto dall’industria cinematografica. Ma sul finire del 2018, forte una bella combinazione di talenti quali il regista Michele Soavi e lo sceneggiatore Nicola Guaglianone, ecco che arriva finalmente sul grande schermo sua maestà la Befana.
A interpretarla una fantastica Paola Cortellesi, protagonista del film targato Lucky Red La Befana vien di notte, una storia natalizia in cui non solo si raccontano le origini di questo personaggio e si viaggia nelle location meravigliose del nostro Paese, ma si trova anche un pretesto per raccontare molti temi attuali tra cui il bullismo, la forza del lavoro di squadra, l’importanza e la forza del gentil sesso.

Paola Cortellesi qui è una vera e propria eroina e non ha nulla da invidiare a Wonder Woman o altri personaggi provenienti dai fumetti.
La trasformazione fisica dell’attrice è impressionante; nel momento in cui scocca la mezzanotte (fino alle 8 del mattino seguente) il suo volto levigato e gioviale si deforma del tutto e Paola, maestra delle scuole elementari amatissima dai ragazzi, diventa la Befana: una donna anziana con un naso importante, che vive da 5 secoli nell’anonimato e che tutte le notti lavora instancabilmente nel suo covo per rendere felici, almeno una volta l’anno, i bambini.
La giovane donna che ha il privilegio di non invecchiare mai durante il giorno lotta come insegnante per trasmettere ai suoi studenti valori universali in merito alle tante piaghe sociali del giorno d’oggi: bullismo, intolleranza, violenza fisica e verbale, discriminazione.

La Befana vien di notte cinematographe

Il suo unico astio? Chiaramente è rivolto a Babbo Natale, al quale sono di gran lunga concessi più privilegi (viaggi in slitta, pubblicità per bibite importanti) rispetto a lei, frutto, fa notare la protagonista nel film, di una società maschilista.

Paola Cortellesi le sue battaglie sociali

Tornando ai valori divulgati dalla maestra Paola/ la Befana, qui è molto chiara la traccia lasciata da Paola Cortellesi, che come attrice e artista si è sempre impegnata in battaglie sociali contro la discriminazione e la violenza di ogni genere. Si vede ben chiaro nel modo in cui cerca di combattere il bullismo nella classe dove la sua protagonista insegna, parlando ai suoi studenti di unione, tolleranza, rispetto, perché è proprio la mancanza di questi atteggiamenti che ha accentuato negli ultimi anni fenomeni di bullismo, di violenza e discriminazione.

Una carriera, quella di Paola Cortellesi, che è iniziata quando era adolescente al fianco di Renzo Arbore, prestando la voce a Cacao Meravigliao ed è proseguita nel mondo della comicità accanto a professionisti della satira e della comicità dissacrante, come Serena Dandini e la Jalapa’s Band con i vari programmi, come La TV delle ragazze e Mai dire.
Monologhi comici, imitazioni, giochi con la voce e trasformismi sono state le caratteristiche del suo successo iniziale, che l’hanno poi gradualmente condotta verso il mondo del cinema con interpretazioni abbastanza variopinte, capaci di sottolineare la versatilità dell’attrice. Tra i suoi film non si possono non menzionare Come un gatto in tangenziale (film di successo del 2017, con Antonio Albanese), Nessuno mi può giudicare, Scusate se esisto , Qualcosa di nuovo, Due partite, C’è chi dice noGli ultimi saranno gli ultimi.

Alla cerimonia di premiazione dei David di Donatello del 2018, Paola Cortellesi si è esibita in un monologo molto incisivo tratto da un testo di Stefano Bartezzaghi che si rivolgeva alla disparità di genere, mostrando al pubblico come la discriminazione tra uomo e donna parte proprio dalle parole e dal loro utilizzo.

La Befana vien di notte: il riscatto della “strega” romana

La Befana vien di notte, sotto la formula di una fiaba per grandi e piccoli, racconta anche questi temi, quelli degli atteggiamenti che dovrebbero unire le persone e non dividerle e quelli che fino ad oggi non hanno ancora mostrato una donna veramente protagonista di una storia di Natale.
Un riscatto anche per la figura stessa della Befana la quale, come si dice appunto nel film, viene sempre dopo Babbo Natale e a cui spesso va l’onere di dare punizioni a chi non si è comportato bene. Qui invece la Befana dona gioia ai bambini, cerca di farli felici anche quando ha serie difficoltà a farlo.

Insomma, Paola Cortellesi ci mostra una befana più sprint che mai, energica nonostante il suo corpo vecchio e malconcio (ma lo sapete che ci sono volute 5 ore di trucco per trasformare Paola?) e sempre con una marcia in più perché, nonostante cattivi che la bloccano e scope che non partono, alla fine riesce sempre nel suo intento.
Un ruolo che l’attrice romana veste magnificamente, facendo trasparire tutte le sue anime: l’ironia, la capacità di trasformarsi fisicamente, la verve di lottare e l’eroicità di far vincere il bene, sempre e comunque.