Velvet Buzzsaw cinematographe.it

Velvet Buzzsaw è il film uscito su Netflix i’1 febbraio 2019. Questa pellicola scritta e diretta da Dan Gilroy fa ruotare la narrazione sull’enigmatica, affascinante e anche altamente disturbante figura dell’artista Vetril Dease. Questo pittore sconosciuto, venuto da poco a mancare, riesce a creare delle opere uniche, che affascinano il critico d’arte Morft Vanderwalt, interpretato da Jake Gyllenhaal. Le opere d’arte nel film iniziano a prendere vita, escono dalla loro dimensione per espandersi e superare i confini della loro natura inanimata.

Leggi qui la recensione di Velvet Buzzsaw

Velvet Buzzsaw: Vetril Dease esiste davvero?

All’interno di Velvet Buzzsaw il personaggio principale è quindi l’anima dell’artista Vetril Dease. Assente fisicamente ma onnipresente dall’inizio alla fine della narrazione. A questo punto sorgono spontanee nello spettatore una serie di domande attorno alla figura di questo artista: è un personaggio fittizio o è realmente esistito? Se è un personaggio filmico le opere da chi sono state create? È possibile che alcuni eventi si ispirino a fatti realmente accaduti? A chi si sono ispirati per creare queste opere? E infinite altre domande. Alcune di queste curiosità potranno trovare una risposta ed essere svelate proprio adesso.

La prima domanda è anche la più semplice a cui rispondere, l’artista Vetril Dease è un personaggio del tutto fittizio. Nasce dalla sceneggiatura del film Velvet Buzzsaw. A questo punto vi starete domandando chi ha creato le opere attribuite a questo misterioso personaggio. La risposta è Saxon Brice. Questo poliedrico artista ha confessato di essere lui il vero creatore delle opere che prendono vita (rigorosamente grazie alla magia del cinema) nella sua pagina Instagram. Dell’artista, che attualmente vive a Los Angeles, è facile notare, attraverso le sue opere, che il suo stile non si discosta di molto da quello del fittizio personaggio di Vetril Dease. Per Saxon Brice l’arte è un lavoro di famiglia, infatti suo nonno William Brice era egli stesso un pittore e professore d’arte presso l’UCLA. Il nonno, stando a quanto afferma lo stesso Brice all’interno del suo sito, lo ha spinto a essere creativo e dipingere con passione, indagando e studiano ogni forma d’arte, dai mosaici bizantini all’espressionismo tedesco, passando nel mondo delle anime giapponesi senza dimenticare uno dei più grandi maestri di sempre: Leonardo Da Vinci.

Saxon Brice: il vero pittore dietro le opere “mortali” di Velvet Buzzsaw

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Saxon Brice, esattamente come Vetril Dease, è attratto dalla condizione umana. Sebbene le ventisette opere che l’artista americano ha realizzato su commissione per il film Velvet Buzzsaw siano, appunto, frutto di una richiesta ben precisa da parte della produzione, al loro interno è visibile il suo stile. Alcune delle opere presenti all’interno del film sono dei rimandi e delle citazioni. L’idea stessa che i dipinti prendano vita e che escano dalla loro dimensione vive a cavallo tra il genere del thriller e della comicità. Nel film di Tim Burton Beetlejuice – Spiritello porcello o nel secondo film di Ghostbusters le scene in cui i personaggi escono dalla loro realtà per invadere quella dei protagonisti crea una sorta di momento comico. Qualcuno tra gli spettatori di Velvet Buzzsaw avrà certamente pensato o ricordato una delle due pellicole che già avevano introdotto anzitempo l’idea di far vivere le opere d’arte.

Tra le opere infette dall’anima di Vetril Dease c’è la maestosa e affascinante sfera, creata da Pierce, interpretato da John Malkovich, che crea tanta curiosità quanto terrore. Questa sfera che riflette ricorda le opere dello scultore Jeff Koons, il quale pone una sfera simbolica e riflettente, proprio come all’interno di Velvet Buzzsaw. Un altro riferimento si può trovare all’interno del dipinto pop-art che attacca con i suoi colori. La scena ricorda la serie di lavori dell’artista Damien Hirst.

Infine di Velvet Buzzsaw e del suo inquietante artista Vetril Dease possiamo rivelare che l’idea di inserire all’interno delle opere parti organiche non è affatto nuova. Il film non inventa nulla svelando che l’artista in maniera poco ortodossa inserisce all’interno delle sue opere parti umane. Nel corso della storia dell’arte ci sono già stati casi in cui si sono trovate parti organiche, appartenenti agli autori dell’opera, come il proprio sangue o la propria urina.

Il film Velvet Buzzsaw insieme al suo personaggio fittizio Vetril Dease hanno creato un po’ di domane e curiosità. Hanno inoltre introdotto nuovamente l’idea che l’anima dell’uomo, o in questo caso dell’artista, possa vivere  sopravvivere grazie alla propria arte. In netta contrapposizione con i film in cui si vede che l’intelligenza umana e la sua, sempre minore, umanità, continua anche dopo a morte del corpo grazie all’ausilio delle macchine, Velvet Buzzsaw prova a suggerire che la vera sede dall’animo umano risiede all’interno delle sue creazioni artistiche.

Velvet Buzzsaw: leggi qui la spiegazione del film Netflix

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