W Maria Montessori: la recensione del docufilm Sky

La recensione di W Maria Montessori in onda il 31 agosto su Sky e disponibile on demand. Diretto da Emanuela Audisio e Malina De Carlo.

Libera, indipendente, femminista, “universale”, ribelle. Sono questi solo alcuni degli aggettivi che possono accostarsi a Maria Montessori, colei che ha rivoluzionato l'”educazione pedagogica”. La Montessori è stata capace, fin da giovanissima, di liberarsi dal conformismo, dalle regole e dalle imposizioni sociali, basti pensare che nel 1896 è stata la terza italiana a laurearsi in medicina, con la specializzazione in neuropsichiatria nonostante tutto intorno a lei, almeno “sulla carta”, sembrasse esserle contrario. Lei è il centro narrativo di W Maria Montessori, il docufilm prodotto Sky Arte e 3D Produzioni, scritto da Emanuela Audisio che ne cura anche la regia assieme a Malina De Carlo, che va in onda lunedì 31 agosto su Sky Arte, disponibile on demand su Sky e in streaming su NOW TV, per celebrare i 150 anni dalla sua nascita (31 agosto 1870).

W Maria Montessori_Cinematographe.itW Maria Montessori: il racconto di una donna dalle tante sfaccettature

Maria Montessori è stata educatrice, pedagogista, medico, neuropsichiatra infantile, scienziata internazionale, conosciuta per il metodo educativo che ha preso il suo nome. Lei è stata un modello, lo dicono gli intervistati e le intervistate, i suoi più noti ex studenti, che raccontano la donna, la studiosa, la lavoratrice che non si è mai tirata indietro, che ha lottato per arrivare dove voleva e sognava. Una donna ribelle, una studentessa, un’educatrice, una pacifista, una viaggiatrice – dopo l’ascesa di Mussolini decide di continuare in India i suoi studi e lì sarà chiamata Grande Maestra -, un personaggio universale che ha costruito un sistema d’insegnamento suo, capace di preparare i bambini ad essere indipendenti, liberi, pronti a vivere nel mondo.

Il suo metodo rispecchia il modo in cui la donna è cresciuta; si è costruita un ruolo sapendo perfettamente cosa voleva, come voleva farlo e dove voleva arrivare: è stata in grado di frequentare le scuole quando le bambine erano pochissime, l’Università quando verso il proprio genere c’era un vero e proprio ostruzionismo. Lei non voleva essere apprezzata a tutti i costi, raccontano, si mostrava per quello che era, con le sue asperità, le sue rigidità, le sue durezze, il suo desiderio di essere al di là delle imposizioni sociali e culturali. W Maria Montessori racconta la vita, la lotta per la libertà di una donna che ha sempre sostenuto le donne, essendo prima sostenitrice del movimento femminista prima che il movimento esistesse in Italia, di una che è sempre stata apprezzata, stimata dai grandi personaggi della storia. Il documentario indaga in modo didascalico una delle figure più importanti della nostra storia attraverso le immagini di repertorio, i ricordi, le “leggende”, insegna al pubblico l’esistenza della Montessori, la sua sete di avventura, i suoi viaggi, il suo metodo educativo, osservato da vicino.

W Maria Montessori_Cinematographe.itL’educatrice che ha insegnato ai bambini ad essere indipendenti

Il docufilm si divide in capitoli che narrano ciascuno un lato della protagonista, guardandola sotto una lente di ingrandimento attraverso la quale emerge l’istantanea di una donna, una studiosa, un’educatrice. Dopo la laurea ha iniziato a prestare servizio all’Ospedale San Giovanni in qualità di assistente al fianco di De Sanctis e Montesano – psicologo, psichiatra, tra i fondatori della neuropsichiatria infantile in Italia; lavora nel 1901 insieme alla Montessori alla realizzazione della Lega nazionale per la protezione del fanciullo – con cui la donna ha una profonda unione professionale e sentimentale e insieme daranno alla luce Mario – ancora una volta la Montessori si dimostra una donna molto più moderna, non si sposerà mai e nonostante l’amore per quel figlio a crescerlo sarà un’altra donna e i due si ricongiungeranno solo in seguito.

La Montessori, dopo la separazione da Montesano, cade in una profonda crisi personale che non intacca la sfera professionale, si concentra comunque nello studio, occupandosi della sorte di tutti i bambini coltivando, attraverso il suo metodo, speranza, accoglienza, amore. Nel 1907 nasce la prima Casa dei Bambini nel quartiere San Lorenzo di Roma, fino ad allora un luogo difficile, con un’alta mortalità infantile, povertà e condizioni igienico-sanitarie allarmanti. W Maria Montessori costruisce così l’immagine di una donna forte, coraggiosa, indipendente che ce la fa grazie alla sua mente aperta, curiosa, alla sua intelligenza sensibile, arguta ma non superba – durante un convegno la donna per non dimostrarsi troppo “preparata” porta dei fogli bianchi fingendo di essersi appuntata ciò che doveva dire -, e mostra l’irruenza caparbia del celebre Metodo Montessori che viene tradotto in tutto il mondo.

W Maria Montessori_CInematographe.itW Maria Montessori: una donna che ha fatto la differenza

Il film entra nelle scuole, quelle che ancora oggi seguono il metodo che si prefigge di non essere “solo” fine a se stesso ma sostegno per la vita dei futuri adulti – la figlia di Ettore Scola, cresciuta seguendo questi insegnamenti, racconta che, ancora oggi, ha l’istinto, anche in un luogo pubblico, di rimettere a posto la sedia dopo averla occupata -: gli stessi bambini dicono che lì, a scuola, possono fare ciò che vogliono e intanto imparano a “sbrigarsela” da soli. W Maria Montessori è un documentario piuttosto classico, che a tratti sembra quasi un’agiografia – si pensi al titolo che da una parte ricorda il mondo della scuola dall’altra inneggia alla donna come ad un mito – dell’unica donna comparsa sulle lire, di colei che è simbolo di un nuovo modo di apprendere, di una scuola nuova, ma ha sicuramente uno scopo, quello di spiegare alle nuove generazioni e non, chi sia stata Maria Montessori e cosa sia stato il suo metodo, attivo, aperto, rivoluzionario.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Sonoro - 3
Emozione - 3

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