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Bruce Springsteen sale sul palco del Walter Kerr Theatre di New York e l’atmosfera è diversa dalle solite. Non siamo in uno stadio gremito, in un’arena, non è neanche un tour nei palazzetti, oppure un’esibizione in acustico come il Boss ne ha già fatte tante durante la sua lunga carriera. L’impressione iniziale è quella da esibizione di uno stand-up comedian, solo che in questo caso Springsteen oltre alle risate, ha intenzione di suscitare nel pubblico anche tanta commozione.

Springsteen on Broadway è uno show da stand-up comedian infarcito di canzoni in acustico, tante risate e molta commozione

Springsteen on Broadway è uno spettacolo teatrale che la rockstar americana ha portato avanti per oltre un anno, e che si è concluso solo qualche giorno fa, il 15 dicembre. Il giorno dopo Netflix ha reso disponibile lo speciale che racconta e fa vedere quel live al pubblico di tutto il Mondo. Coloro che non hanno potuto assistere allo spettacolo dal vivo, ma conosco Springsteen, sanno che quell’esibizione non è solo musica e canto, ma anche racconto di una vita straordinariamente ordinaria, e ordinariamente straordinaria.

springsteen on broadway, cinematographe.it

Sono una quindicina i brani che scandiscono le varie tappe del racconto di Bruce Springsteen, il quale dopo aver scritto e pubblicato due anni fa la propria autobiografia (intitolata Born to Run), ha ricevuto la proposta di trasformare quelle storie di vita in uno spettacolo teatrale. “Growin’ Up” dà il via al racconto: un’infanzia segnata dalla prima apparizione di Elvis Presley in televisione, quando attraverso l’Ed Sullivan Show il ragazzo del Mississsipi scosse oltre metà degli Stati Uniti, grazie al suo ondeggiare sensuale e provocatorio, ed a quella voce rock’n’roll che finalmente aveva trovato un esponente bianco degno di rivaleggiare con i grandi rocker di colore. Il racconto della storia di Bruce Springsteen parte da lì, da un’adolescenza salvata dalla musica, e dalla voglia di sentirsi libero da ogni tipo di legame: familiare, affettivo, ed anche con la propria terra.

Springsteen on Broadway: il trailer dello speciale Netflix

Viaggerà molto il giovane Springsteen, ma così come afferma lui stesso durante lo spettacolo “Sono mister Born to Run, ma abito a dieci minuti dalla città dove sono nato“. Le radici: quella di Bruce Springsteen, come di ogni cittadino americano del resto, è una storia di radici, legami con il territorio e con la famiglia. Il rapporto tra il Boss ed il padre, ad esempio, sarà decisivo in tutto il suo racconto: “My Father’s House” è uno dei primi pezzi in scaletta, e la parte forse più significativa dell’interno spettacolo. Springsteen racconta il percorso di un uomo di origini irlandesi, affetto da una grave depressione, e con il quale riuscirà a rimettere veramente in sesto le cose solo quando diventerà lui stesso padre.

Bruce Springsteen racconta una pagina di letteratura americana portata a teatro, una storia di vita circolare come le migliori narrazioni

E poi i tentativi di emergere, una provincia che stritola (i cittadini del New Jerseky abitano ad un’ora da New York ma, da buoni provinciali, la considerano un luogo troppo lontano da raggiungere), il successo che arriva, l’affiatamento di una band che rappresenta una famiglia, il disagio per una guerra non combattuta ma che ha provocato migliaia di morti tra i coetanei, l’insoddisfazione e l’arrivo di una donna dai capelli rossi (Patti Scialfa, attuale moglie del Boss, con la quale Springsteen condividerà il palco per un paio di pezzi, il cui più intenso di tutti sarà “Thougher Than The Rest“) in grado di salvarlo.

Springsteen on Broadway, Cinematographe.it

Tutto il percorso di vita e dello spettacolo di Springsteen ha una circolarità degna delle migliori narrazioni: inizia e si conclude con le radici, quelle di una casa dalla quale la futura rockstar è fuggito presto per poi tornare e trascorrere il resto della vita; e quella di un padre che “è stato il mio eroe, ma anche il mio più grande nemico“.

Springsteen on Broadway è un prodotto ibrido, soprattutto per il pubblico di Netflix: non è un documentario, e non è un’esibizione musicale live. Somiglia molto ad uno show da stand-up comedian, ma con in mezzo una vasta gamma di emozioni, ed un racconto di vita al suo interno, infarcito di tante canzoni in acustico. La regia dello spettacolo, allestita da Thom Zimny, si sofferma spesso sui primi piani: il volto di Springsteen è intenso, scavato dalla vita (forse sarà un’indicazione di regia anche la perenne espressione un po’ stanca e vissuta della rockstar sul palco, con quegli occhi tenuti sempre più stretti, e che appaiono piccoli piccoli) e dalla sua stessa storia. Le luci si alternano tra un soffuso capace di creare atmosfera, ed un bianco luminoso che invade il palco e scuote il pubblico durante i momenti più vivaci (la versione acustica ma profondamente rockeggiante di “Dancing in The Dark” su tutti).

Il Boss ha ricevuto delle indicazioni ed ha fatto una vera e propria preparazione per “recitare” in questo spettacolo, ma alla fine si è trattato del suo racconto di vita, e nessuno meglio di lui sarebbe capace di recitarlo.

Springsteen on Broadway non è il classico live in acustico di un cantante di successo, né un docu-film dedicato ad una rockstar: è una pagina di letteratura americana portata dal vivo, alternata tra racconto e musica, tra sorrisi ed emozioni. Due ore e mezza che scorrono rapidissimamente per tutti gli amanti di una certa musica e di certe storie americane. Questa è la storia di Bruce Springsteen, un uomo straordinariamente normale, ed ordinariamente straordinario. E Netflix, una piattaforma attenta ad un certo tipo di contenuti originali, non si è lasciata scappare l’occasione di rendere disponibile in tutto il Mondo un piccolo spettacolo teatrale, reso gigantesco da un performer unico, e da un grande narratore e testimone vivente di una toccante pagina di letteratura e di Storia americana.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Recitazione
Sonoro
Emozione
Fotografia