Suspiria Cinematographe
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L’attrice Dakota Johnson ha parlato del remake di Suspiria diretto da Luca Guadagnino, il cui finale ha lasciato molti interrogativi nella testa degli spettatori

Dakota Johnson, la protagonista di Suspiria di Luca Guadagnino, è tornata a parlare del remake dell’omonimo film del 1977, diretto da Dario Argento, per rispondere ad alcuni interrogativi rimasti aperti nella testa degli spettatori alla fine del film.

In Suspiria, Dakota Johnson interpreta la ballerina americana Susie Bannion, trasferitasi a Berlino per far parte della prestigiosa compagnia di ballo Markos Tanz Company. Susie si perfeziona sotto la guida di Madame Blanc e stringe amicizia con Sara, con la quale condivide sospetti sulla direttrice e sull’intero istituto, dopo una serie di efferati omicidi. L’insegnante rivelerà di far parte di una congrega di streghe che ha l’obiettivo di far rivivere la mitica strega Madre Suspirioru. Alla fine del film, anche Susie svelerà di aver abbracciato la stregoneria.

Nel film di Guadagnino non viene chiarito se Susie Bannion diventi una strega per l’influenza dell’istituto o se lo sia da sempre. Ai microfoni di Collider, la protagonista di Suspiria Dakota Johnson ha spiegato a tal proposito:

Ho fatto uno sforzo per lasciare la porta aperta ad ogni interpretazione. L’evoluzione di Susie è vissuta al suo interno, profondamente, ma anche i motivi che la conducono alla scuola di danza di Madame Blanc lo sono. Ci sono così tante percorsi possibili. Lei proviene da una famiglia di Mennoniti, venuti dalla Germania. In qualche modo ha denunciato la Chiesa, sua madre e suo padre. Lei fondamentalmente non accetta la vita che le è stata data e questo, molto tempo fa, ti faceva considerare come una strega. Se tu eri indipendente o ti sentivi indipendente da tuo padre o dalla Chiesa, allora eri una strega. Ci sono tutti questi suggerimenti sul fatto che Susie sia diversa, ma lei non lo sa. Lei sente questa attrazione, questa calamita per il ballo e deve andare a Berlino. Deve andare da Madame Blanc. È come se fosse nata nel posto sbagliato. Penso che sia questa la sensazione, tipo ‘Io non appartengo a questo posto’. Poi, credo che una volta che lei capisce cosa sta succedendo, c’è un momento molto, molto sottile in cui lei realizza ciò che è destinata a fare. Voglio che il pubblico riconosca questo momento.