L’avete riconosciuto? Sa muoversi come nessun altro, ha un temperamento bisbetico e la via in cui è nato è passata alla storia

Arista versatile, poliedrico e unico nel suo genero, ha cambiato i canoni della musica italiana, del rock and rock e della televisione.

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Cantautore, attore, regista, sceneggiatore, compositore, montatore, showman e autore televisivo italiano, è uno degli artisti che ha maggiormente diviso il pubblico, divenendo popolare anche oltre oceano. Eccentrico, innovativo, particolare e controverso. Uno dei pilastri della musica leggera italiana, un uomo scisso tra chi lo amava considerandolo originale e creativo e chi lo vedeva come un personaggio scomodo e troppo fuori dagli schemi. Nato nella storica e conosciuta, proprio grazie a un brano del suo immenso repertorio musicale, la via Gluck a Milano, Adriano Celentano ha pubblicato più di 40 album, ha partecipato per 5 volte al Festival di Sanremo e ha recitato in numerosi film, apparendo spesso anche in televisione. Un artista che ha attraversato epoche e generazioni, e che ha introdotto in Italia un nuovo tipo di musica al quale non tutti erano pronti.

Adriano Celentano e un nuovo modo di fare musica

Adriano Celentano - cinematographe.it

Soprannominato il Molleggiato, per il suo modo di ballare, ma anche per un errore apparentemente banale, prima di diventare uno degli uomini più amati e dalla personalità unica, svolse diversi lavori, tra cui quello di orologiaio in un negozio, attività con la quale si diletta ancora oggi. Classe 1938 da adolescente inizia ad interessarsi al rock and roll, all’epoca stile prettamente statunitense, formando la prima band di rock’n’roll insieme ad altri 4 amici. Da piccoli locali a esibizioni in teatro, una svolta arriva con la prima edizione del Festival del Rock and Roll e Danze Jazz alla quale vennero invitati, con il nuovo nome di Celentano and his Rock Boys.

Adriano Celentano - cinematographe.it

Il Festival aveva un’altra competizione parallela, destinata a coppie di ballerini che aveva come scopo quello di far esibire alcuni dei più famosi ballerini internazionali di rock and roll accompagnati da varie orchestre, ma con solo una provvista anche di cantante. Il 18 maggio 1957 al Palazzo del Ghiaccio di Milano, c’era grande attesa per Alberto Longoni, soprannominato Jack la Cajenne e Torquato il Molleggiato. Uscito un attimo, per prendere un caffè, Longoni venne lasciato fuori dal palazzo trattenuto dalla polizia che aveva bloccato gli ingressi a causa della folla che si era formata. Celentano, durante la sua esibizione in pseudo inglese dove il modo di ballare lasciò tutti esterrefatti, viene soprannominato Il Molleggiato, cosa che obbliga Jack La Cayenne/Alberto Longoni a cambiare pseudonimo, dando così vita all’iconico e identificativo soprannome di Celentano.

Adriano Celentano - cinematographe.it

Adriano Celentano con quella performance iniziò la sua scalata verso il successo. Non a caso si tratta di una data ricca di aneddoti, leggende metropolitane e articoli su una nuova moda giovanile musicale di stampo americano. Divenendo un simbolo di originalità e diversità, osannato e guardato con diffidenza, al centro di polemiche e critiche, considerato l’unico capace di cambiare davvero il mondo della musica e della televisione, Celentano ha dato il suo apporto anche al cinema. Da brani come Il tuo bacio è come un rock, 24 mila baci, Pregherò, Il ragazzo della via Gluck, con la celebra risposta di Gaber al tema della canzone, Azzurro, Prisencolinensinainciusol, testo in un inglese quasi totalmente inventato e Bellissima, nel 1980 Celentano partecipa a uno dei film di maggior incasso dell’anno, Il bisbetico domato. Diretto da Castellano e Pipolo, si classifica, negli anni ’80, solo secondo a Ricomincio da tre di Massimo Troisi.

 

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