Cannes 2017 – Quello che non so di lei: recensione del film di Roman Polanski

Una bella storia dalla regia intensa e dalle ottime interpretazioni, purtroppo penalizzata da una scarsa sintonia con la scrittura.

Roman Polanski chiude la settantesima edizione del Festival di Cannes con l’atteso Quello che non so di lei – titolo originale D’après une histoire vraie (Based on a True Story) -, presentato nella Selezione Ufficiale fuori concorso. Un film scritto a quattro mani con Olivier Assayas e adattato dal romanzo omonimo di Delphine de Vigan, che vede Emmanuelle Seigner nel ruolo di una scrittrice – Delphine –  che, dopo il grande successo del suo primo romanzo, non riesce a trovare l’ispirazione per scriverne un altro.

Situazione non agevolata dalle sue fragilità di madre di figli cresciuti, dei quali sente la mancanza e vorrebbe più attenzioni, e compagna di un noto presentatore che gira il mondo per incontrare i vip. A complicare ulteriormente le cose, una serie di lettere anonime che accusano Delphine di essersi approfittata dei fatti privati della propria famiglia per riversarli nel suo romanzo, accuse che puntano dritto alle debolezze più recondite della scrittrice, spingendola sempre più verso il baratro.

Tutto cambia quando la donna incontra la bellissima e misteriosa Elle (Eva Green), una ghostwriter vedova e dal passato oscuro che – col pretesto di essere una sua grande ammiratrice – si insinua nella vita di Delphine fino a fagocitarla.

Quello che non so di lei cinematographe

Il cast a Cannes durante il photocall

D’après une histoire vraie mette in scena una storia completamente nelle corde del suo co-sceneggiatore Assayas, le cui opere ruotano prettamente attorno alla tematica del doppio, delle ambiguità interne e dei sentimenti (e inclinazioni sessuali) che si tendono a negare. Roman Polanski sta al gioco, seguendo la storia delle due protagoniste con un tocco registico elegante ed espressivo, teso a sottolineare – senza suggerirne la natura – il progressivo fondersi delle vite di Elle e Delphine.

Elle è una donna magnetica ed inquietante, sempre impeccabile nell’aspetto (a fronte del look spesso stanco e dimesso di Delphine) e abile ad insinuarsi nelle debolezze della scrittrice, rendendola progressivamente più isolata ed insicura col pretesto di volerla aiutare a tirare fuori “il suo romanzo nascosto” dai contenuti oscuri ed istintivi che – a detta di Elle – riscuoterebbe un grande successo.

In realtà Delphine è una donna semplice e limpida, attratta dalla complessità di Elle ma lontana dal modo in cui lei la vede. L’amicizia dai fini non ben chiari che nasce tra le due donne avrà così – inevitabilmente – dei risvolti torbidi.

Quello Che Non So Di Lei: un’ottima regia non sostenuta da un scrittura solida

Il problema principale di Quello Che Non So Di Lei è la scarsa sintonia fra regia e sceneggiatura, l’una volta a svelare gradualmente le carte, l’altra tesa esattamente verso la direzione opposta. I personaggi ambigui del regista francese sono abituati a muoversi in un teatro umano da lui stesso condotto, in un gioco di specchi in cui ciò che non viene svelato è funzionale al suggerimento di un messaggio astratto, che in questo film viene invece completamente a mancare, trasformando il sospeso in incompleto. Al termine del percorso indiziario guidato da Polanski lo spettatore si trova così di fronte ad un finale alla Assayas, rimanendo con troppe domande irrisolte e poco su cui riflettere per giustificare i vari non detti.

Nonostante le ottime interpretazioni delle protagoniste, Quello che non so di lei resta così un film ben confezionato ma zoppo, vittima di una sintonia non perfettamente riuscita tra regia e scrittura che ne ha penalizzato il potenziale di critica acuta a quel desiderio di verità a tutti i costi di cui l’intrattenimento moderno sembra essere in balìa, una verità che  – tuttavia – spesso viene confezionata ad hoc, ad uso e consumo della legge della domanda e dell’offerta, con buona pace della sempre più dismessa autenticità.

Regia - 4
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4
Sonoro - 3
Emozione - 3

3.3