Pippo Baudo e l’enorme eredità non riscossa: perché nessuno l’ha ancora accettata?
Il testamento è aperto, ma nessuno dei tre eredi ha ancora osato avanzare domanda.
La successione di Pippo Baudo è ferma da tre mesi, sospesa in una specie di limbo che nessuno degli eredi sembra voler sciogliere. L’apertura del testamento risale al 9 settembre, avvenuta presso lo studio del notaio Renato Carraffa, con i due figli, Tiziana e Alessandro, e la storica assistente del popolare conduttore, Dina Minna. Eppure nessuno dei tre ha accettato l’eredità. Un comportamento anomalo per un patrimonio stimato intorno ai dieci milioni, non certo una cifra che di solito rimane in sospeso.
Perché nessuno ha ancora accettato l’eredità di Pippo Baudo

È tutta una questione di numeri. Nel lotto ci finiscono gli appartamenti a due passi da Piazza di Spagna, l’ufficio ampio in zona Prati, una manciata di terreni sparsi tra Fiano Romano e la Sicilia, e i diritti d’autore. Pezzi di una vita professionale che, ai tempi d’oro, portava in tasca cifre pesanti: il Festival di Sanremo, ad esempio, aveva fruttato a Pippo Baudo 800.000 euro a edizione. E allora? Per molti, quel totale di dieci milioni sembra persino basso rispetto ai guadagni accumulati in decenni di contratti Rai. Proprio questo scarto frena le firme: per scongiurare eventuali sorprese in futuro, gli eredi stanno aspettando una perizia più accurata di immobili e diritti.

Sullo sfondo riecheggiano le frizioni con l’ex moglie Katia Ricciarelli, che in seguito alla morte aveva rilasciato delle dichiarazioni sibilline sull’ambiente attorno al presentatore, in particolare su Minna. La replica era arrivata attraverso una diffida: Baudo, nelle ultime fasi, non voleva più vedere la soprano.
Intanto il patrimonio rimane congelato. Nonostante il termine largo (dieci anni), i tre mesi già trascorsi non assomigliano in alcun modo a una dimenticanza, ma evidenziano un controllo contabile minuzioso, necessario a stabilire il valore effettivo di quanto lasciato da Baudo. Fino a quel momento, l’eredità resta intatta, ancora priva di un proprietario ufficiale.
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