Style & Series: quando il glam è seriale

Le serie tv non sono solo il passatempo e un momento di relax dagli stress quotidiani, sono una compagnia fedele, protettiva e di conforto e permettono allo spettatore di immergersi totalmente in un piccolo mondo e quello che esso rappresenta. Proprio per questo motivo molto spesso le serie presentano degli oggetti, luoghi e situazioni ricorrenti in cui è più facile ritrovarsi. In questo filone, si inserisce perfettamente la moda e lo stile: non solo nelle serie si presta sempre più attenzione al look dei protagonisti, ma ci sono diversi casi in cui è proprio la moda ad essere uno dei protagonisti. Il primo a fare da apripista in questo senso è stato Sex and te City, trasmesso da HBO nel Giugno del 1998 e durato per 6 stagioni fino al 2004, con ben due film sequel per il grande schermo nel 2008 e nel 2010 3 un terzo forse in arrivo. La serie narra le vicende di quattro amiche single e in carriera che vivono e lavorano nel cuore di New York e passano il loro tempo libero a viversi a pieno la vita tra ristoranti di lusso, uomini e shopping.

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Le protagoniste di Sex and the City intente a fare shopping

Proprio per lo stile di vita che conducono le ragazze e in particolare la protagonista e voce narrante Carrie Bradshaw, abiti e accessori acquistati nei negozi più lussuosi e chic di Manhattan diventano il simbolo della loro indipendenza economica e sociale. Qualcosa che le distingue e allo stesso tempo le inserisce in un certo tipo di ambiente. Manolo Blahnik, Diane Vor Furstenberg, Christian Dior, Chanel, Valentino, Oscar de la Renta sono solo alcuni degli stilisti ricorrenti nella serie, in particolare quest’ultimo ha caratterizzato gran parte delle scelte di look di Carrie. Oltre agli abiti, gli accessori e in particolare le scarpe, sono i veri simboli della serie. L’accessorio diventa il pezzo forte dell’intero look delle protagoniste, per cui non ci sono limiti di prezzo o di stipendio. Qui le scarpe di Manolo Blahnik, Christian Louboutin e soprattutto Jimmy Choo, il cui marchio è diventato famoso proprio grazie alla serie, hanno tacchi vertiginosi e sono gli ultimi modelli in vendita. Le donne hanno diritto di avere belle scarpe, così sostiene Carrie che infatti come le sue amiche rivendica in ogni episodio questo diritto aggiungendoci, anche belle borse e abiti glamour. Manolo Blanhik ha anche ideato un modello di décolleté in raso, blu elettrico con il dettaglio di un gioiello da far indossare alla protagonista e quando si nomina Jimmy Choo, probabilmente a gran parte delle persone viene in mente prima Sex and the City e poi un paio di scarpe di un marchio famoso.

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Carrie Bradshaw in un particolare abito Dior

Questi casi sono la prova di come la moda entra con prepotenza in una serie e ne fa da coprotagonista creando delle icone di stile attorno alle protagoniste e dei simboli riconoscibili dagli spettatori anche nella vita di tutti i giorni. Dopo Sex and the city c’è stata una serie che ha cercato di seguirne le orme per quanto riguarda le donne in carriera e la loro vita glamour, si tratta di Lipstick Jungle trasmessa nel febbraio 2008 e tratta dall’omonimo libro di Candace Bushnell, già autrice del romanzo Sex and the city.

La serie, dieci anni dopo le vicende di Carrie, inserisce tre amiche in un contesto apparentemente simile a quello della famosissima serie: New York e 3 donne in carriera affascinanti, molto potenti che cercano di bilanciare il loro lavoro con la loro faticosa vita privata. Nonostante questo è molto diverso da Sex and the City e purtroppo non riesce ad ottenerne lo stesso successo di ascolti. Nico e Viktor, due delle protagoniste, hanno un lavoro nel campo della moda, Nico è caporedattore di una società che possiede anche una rivista di settore e mira a diventarne il presidente, mentre Viktor sogna di aprire una sua attività e creare abiti di alta moda. Anche in questa serie la moda è protagonista è il loro lavoro è il loro status symbol è quello che contribuisce a farle essere tre donne in carriera molto potenti e che aiuta a nascondere le loro fragilità e difficoltà nella vita privata.

Le 3 protagoniste di Lipstick Jungle

Tornando indietro di 4 anni Tra Sex and the city e Lipstick jungle c’è stato un’importante serie sotto tanti punti di vista: The L word, prima serie tv tutta al femminile con protagoniste donne lesbiche tra sesso, storie d’amore e lavoro. La serie debutta nel 2004 su Showtime e oltre ha trattare il tema della omosessualità rende alcune delle protagoniste delle vere icone di stile in cui non solo ci si poteva ritrovare ma era anche facile scegliere chi “tifare”. Shane, la lesbica più famosa del mondo seriale, la prima incostante spacca cuori di Los Angeles è diventata subito un icona, non di stile ma di tipicizzazione di un personaggio: capello sfilato e scompigliato quasi a coprire gli occhi, canotta bianca e jeans un po’ largo o pantalone nero di pelle e giacca con inserti in pelle. Stile poco ricercato in termini di glamour ma invece attentamente pensato dagli autori del programma che sono riusciti a creare così un personaggio che è rimasto vivo negli anni e che viene citato anche da altre serie. Molto più glamour è invece l’altra protagonista ruba cuori della serie, Bette: donna in carriera insegnante di storia dell’arte in un istituto universitario, gallerista moglie non sempre fedele di Tina e più tardi anche madre. Bette è elegante, raffinata e ricercata in ogni dettaglio. Con il susseguirsi delle stagioni anche Tina, sua moglie subisce una vera trasformazione glamour che và di pari passo con la sua affermazione nel mondo del lavoro e della produzione cinematografica. Quando Tina finalmente riconquista il cuore di Bette è ha il look di una donna forte e sicura di sè, come è diventata. Loro sfoggiano abiti firmati di Prada e Gucci e diventando sempre più eleganti ed irraggiungibili.

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I diversi look di Bette e Shane di The L World

 Nel 2007 il network CW trasmette per la prima volta Gossip Girl, che narra le vicende di ragazzi dell’Upper East Side di New York e delle loro ricchissime famiglie. Qui la moda non solo è protagonista e si respira in ogni puntata, ma si fonde con la serie. Il costumista dello show è Eric Daman, ex modello di Calvin Klein e collaboratore in Sex and the City, inoltre nelle prime tre stagioni della serie, l’immenso guardaroba di oltre 460 metri quadrati è stato stimato al valore di 12 milioni di sterline. A questo si aggiunge il fatto che nel settembre 2011 la Warner Bros con il marchio Romeo & Juliet Couture hanno creato una linea di moda ufficiale ispirata alle due protagoniste assolute della serie: Serena e Blair. Serena e Blair sono amiche così tanto da considerarsi una famiglia e come nelle (non) migliori famiglie se ne combinano di tutti i colori e sono completamente diverse tra loro. Questa diversità è accentuata prima di tutto dal loro look e dal loro abbigliamento: Serena ha dei lunghi capelli biondi e perfetti nel loro boccolo finale è alta magra ed è una trasgressiva ricca e annoiata, glamour modaiola, che va a letto con delle mise che la maggior parte delle persone metterebbe per uscire la sera. Abiti cortissimi in pieno giorno, scollati, luccicanti, scarpe dai tacchi importanti e abiti lunghi a strascico o con spacchi profondi: Serena li ha indossati in tutte le sue uscite sia formali che informali.

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Gli outfits di Serena

Dall’altra parte c’è Blair che punta a diventare una donna in carriera e di successo, ha un abbigliamento più classico elegante e romantico: indossa cappotti e abiti stetti in vita con alte cinture, tubini e gonne a tubo che possano mettere in risalto le sue curve ma non mostrino troppa carne, a differenza dell’amica bionda.

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Gli Outifts di Blair

Entrambe diventano icone di stile, Serena di uno stile irrangiungibile come il suo tenore di vita: l’attrice è bellissima e da l’impressione in ogni puntata che sia in grado di mettere in risalto qualsiasi cosa indossi a differenza di altri comuni mortali. Mentre Blair è più una di noi, non appariscente come Serena ma molto abile a valorizzarsi e a vestirsi come vuole essere percepita all’esterno: stile parigino, elegante e di gran classe. Proprio per queste ragioni lo stile di Blair è diventato un vero punto di riferimento nel mondo della moda.

Sempre in ambito teen c’è una serie più recente che ha debuttato nel Giugno 2010 su ABC family che riprende quanto già sdoganato in Gossip Girl, si tratta di Pretty Little Liars PLL per gli amici. Una serie che narra le vicende avvolte nel mistero di quattro amiche nella loro cittadina, contese tra la scuola, amori proibiti, un’amica morta qualche tempo prima in modo misterioso e una terrificante A. che manda loro messaggi anonimi fingendo di sapere ogni loro mossa e conoscere alla perfezione tutti i loro segreti. Anche in questo caso le quattro ragazze sono belle, affascinanti e modaiole, ma quella che è riuscita a conquistarsi il titolo di regina di stile è forse la più insospettabile: la protagonista Aria Montgomery. Veste in modo teen rock, abiti neri rigorosamente corti e di qualche taglia meno, pelle traforata, borchie e gioielli eccentrici che comprendono orecchini piumati e collane lunghissime.Nonostante molto spesso il suo look sembra l’effetto di un’uscita di casa all’ultimo minuto prendendo abiti a caso dal guardaroba, è quello più studiato dalla costumiste della serie e anche il più apprezzato e criticato dai fan. Forse l’intenzione era “bene o male, l’importante è che se ne parli..”

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Gli Outfits “Particolari” di Aria in Pretty Little Liars

Dopo questo breve viaggio temporale a tappe sull’evoluzione della moda nelle serie tv, appare chiaro che da Sex and the City di sperimentazioni di look e glamour ce ne sono state tante e soprattutto c’è stato un totale inserimento della moda e del look nella trama della serie. Il personaggio ora viene tipicizzato non solo per il suo carattere ma anche per il suo look, che di conseguenza viene studiato nel dettaglio e si evolve insieme alla serie, agli episodi e alla vita dei protagonisti. Questo va a rafforzare il passaggio dei telefilm dal mondo “seriale” al mondo reale, cercando di rendere agli spettatori tutto più riconoscibile e dar loro quanto più possibile riscontro con la realtà, in questo caso una realtà glamour.